(romanzo)
Dopo che gli uomini si sono annientati a vicenda in una guerra nucleare, il pianeta rimane in mano agli animali.
Quelli che hanno vissuto più vicini all’uomo prendono il controllo della società, i gatti grazie alla loro astuzia si occupano delle questioni amministrative e burocratiche, i cani, sempre fedeli e combattivi, formano l’esercito e le forze di polizia.
Il fondamento su cui si basa questa nuova società è che un animale non deve più temere nessun altro animale. Per questo i gatti, dando per primi il buon esempio, convincono tutte le altre specie a diventare vegetariane. Perfino i tafani e i lupi si troveranno ad un certo punto a cibarsi di polline e foglie.
I gatti organizzeranno la comunità tenendo lezioni, inventando una lingua comprensibile da tutti e organizzando spedizioni esplorative che inevitabilmente diverranno guerre di conquista, fino al punto da rendere gli animali talmente simili agli uomini da non riuscire più a distinguerli.
La vicenda, che si svolge sul litorale toscano e sugli appennini, ripercorre l’evoluzione dell’uomo vissuta nei panni degli animali portandoli dalle semplici condizioni iniziali alle complesse dinamiche umane. Si arriva a vedere un bue vestito di tutto punto che guarda la televisione mentre la moglie conversa di pettegolezzi al telefono con un’amica.
Per come ho vissuto io quest’esperienza letteraria, l’autore vuole riscrivere “La fattoria degli Animali” in chiave italiana, senza però quella caratterizzazione dei personaggi e quell’angoscia che emerge dal racconto di Orwell. In questo caso nessun animale ha un nome proprio e ci si riferisce a personaggi che abbiamo già incontrato con il titolo della professione, ad esempio “il gatto linguista”, oppure al ruolo avuto in una vicenda passata, come “il topo che aveva parlato all’assemblea”. Qui gli organizzatori della società non sono dei tiranni e non ingannano il “popolo”, lasciando sempre la libera scelta, ma portando valide motivazioni alle loro richieste.
La lettura si è rivelata noiosa, sia per l’assurdità di certi espedienti narrativi, vedi il fatto che tutti gli animali diventino vegetariani, sia per il modo in cui l’autore si sofferma sulla descrizione delle dinamiche di questa nuova società nel palese intento di convincere a tutti i costi il lettore con delle grandi arrampicate sugli specchi.