(romanzo)
Durante la seconda guerra mondiale, George Orwell scrive questo romanzo che è una forte critica ai regimi molto diffusi in Europa e in Unione Sovietica. Tutte le case editrici ne rifiutarono la pubblicazione e il libro potè uscire solo a guerra finita.
Il fattore Jones è un alcolizzato e non riesce a gestire la propria fattoria, così gli animali si ribellano, scacciano l’uomo e prendono possesso della proprietà. Qui inizia la storia che vede come protagonisti gli animali che l’autore utilizza per rappresentare e criticare fortemente i diversi aspetti della società.
Fin da subito i maiali, per via della loro intelligenza, assumono il comando e iniziano ad organizzare la comunità. Decidono in accordo con gli altri animali 7 regole fondamentali che li differenziano dall’uomo e che andranno rispettate per il bene comune. Da principio vi è rivalità tra le due figure di spicco suine Napoleon, dipinto come il dittatore, e Palla di Neve, più vicino al “popolo” e alle necessità della gente. A seguito di uno scontro, Palla di Neve viene allontanato e Napoleon prende il controllo della fattoria.
Seguiranno diverse vicende, le regole verranno sistematicamente infrante dai maiali che, forti del fatto che gli altri animali sono illetterati e con una scarsa memoria, manipoleranno il pensiero comune. Inizierà la costruzione di un mulino a vento con la promessa di rendere la fattoria totalmente indipendente, con duro lavoro, razioni ridotte e condizioni di vita sempre più rigide per tutti, tranne i maiali che saranno sempre più ingordi di cibo e benessere.
Ogni personaggio è egregiamente caratterizzato per mettere in risalto un aspetto della collettività, partendo al maiale despota, il cavallo instancabile lavoratore, l’asino saggio e scorbutico, la puledra vanitosa, fino ad arrivare ai cani, metafora della polizia spietata e le pecore, che rappresentano il popolo facilmente manipolabile.
Una lettura scorrevole, un testo incredibilmente accurato nel descrivere ogni sfaccettatura della società e un finale da brividi che mi ha messo addosso un’infinita tristezza.